Create an account Home  ·  Serial  ·  Recensioni  ·  Forum  

Main

. Home
. Ricerca
. Recensioni
. Serial
. Archivio Articoli
. Links

Interfaccia

· Faq
· Feedback
· Lista Connessi
· Consigliaci

Categorie Articoli

· Tutte le Categorie
· 21° Secolo
· Concerti
· Cristalli
· Dvd & Vhs
· Editoriali
· Eventi
· Fanzine Italiane
· Inchiostro
· Interviste
· Labels
· Letture
· March(e)ingegno
· Metropolis
· Monografie
· Note a margine
· Perle Ai Porci
· Teenage Kicks
· Transasia
· Visioni

Informazioni Ed Invio Materiale

Potete inviare:
promo, riviste, demo, fanzine, nastri, scritti, ecc. al seguente indirizzo:

Kathodik
Via Giuliozzi, 15
Postal Code 62100
Macerata
Italy

·Mail


Mojave 3 'Spoon and Rafter'

(4AD 2003)

Dopo tre anni lunghissimi (almeno per chi scrive) finalmente il ritorno della band di Neil Halstead con un’altra manciata di istantanee sonore da sfogliare nei vostri incantati pomeriggi di delicata misantropia esistenziale. Come al solito a farla da padrone sono le atmosfere cullanti (a tratti ‘viaggianti’, a tratti quasi statiche) di un folk immerso in tenui nebbie psichedeliche e un songwriting talmente emozionale da evocare il tormentone buonista ‘so che non è molto ma è tutto quello che ho’. A parte infatti i ricami di piano, armonica e keyboards le strutture sono miracolosamente semplici (ma Neil ci aveva già illustrato nel suo capolavoro solista “Sleeping on Roads” che questo è il suo autentico punto di forza) e le sonorità restano tra il Neil Young più soft (Beetween the Bars), i Belle & Sebastian più riusciti (Starlight No.1), il Nick Drake più vellutato (Writing to St. Peter) e certo gusto popedelico evanescente di puro marchio 4AD.
Per i più attenti si possono evidenziare arabeschi intarsiati sotto la superficie poc’anzi descritta fatta di velati echi sixties in Tinkers Blues, sottile estaticità Slowdive-iana in Bluebird of Happiness e così via… ma diventerebbe una sorta di sterile predica ai convertiti. Diventa invece molto più importante sottolineare per gli altri la presenza – vicino ad alcune cadute di tono pur presenti - di brani come She’s All Up Above (la vera perla del disco) che si rivelano probabilmente in grado di ridurre alle lacrime anche gli ascoltatori più distanti dai toni melanconici e dalle atmosfere autunnali di cui vive il disco in questione. E ad onor del vero a chi aveva amato lo scorso “Excuses for Travellers” c’è da dire che “Spoon and Rafter” chiede un ulteriore piccolissimo tributo di indulgenza: quell’attimo di perplessità che ti fa indugiare sull’oggetto e cercare di guardarlo più da vicino… perché ormai lo conosci… perché lo hai adorato così tanto che non può tradirti. Cosa che, ad ascoltarlo intensamente, “Spoon and Rafter” non fa affatto.

Aggiunto: September 26th 2003
Recensore: Mauro Carassai
Voto:
Hits: 1143
Lingua: italian

  

[ Torna Indice Recensioni ]
 
Privacy Policy

Web site powered by PHP-Nuke
All logos and trademarks in this site are property of their respective owner. The comments are property of their posters, all the rest