Create an account Home  ·  Serial  ·  Recensioni  ·  Forum  

Main

. Home
. Ricerca
. Recensioni
. Serial
. Archivio Articoli
. Links

Interfaccia

· Faq
· Feedback
· Lista Connessi
· Consigliaci

Categorie Articoli

· Tutte le Categorie
· 21° Secolo
· Concerti
· Cristalli
· Dvd & Vhs
· Editoriali
· Eventi
· Fanzine Italiane
· Inchiostro
· Interviste
· Labels
· Letture
· March(e)ingegno
· Metropolis
· Monografie
· Note a margine
· Perle Ai Porci
· Teenage Kicks
· Transasia
· Visioni

Informazioni Ed Invio Materiale

Potete inviare:
promo, riviste, demo, fanzine, nastri, scritti, ecc. al seguente indirizzo:

Kathodik
Via Giuliozzi, 15
Postal Code 62100
Macerata
Italy

·Mail


Ernesto Diaz-Infante 'Ernesto Diaz-Infante'

(Pax Recording 2002)

Provare a descrivere il lavoro di Ernesto Diaz Infante si rivela essere impresa assai difficile dato l'elevato senso di spaesamento che provoca l'ascolto della sua opera, verrebbe quasi voglia di catalogarlo come un cantautore bizzarro ed assolutamente dropout ma i particolari infiniti con cui condisce il tutto lo rendono molto più vicino a qualcosa di assolutamente incubico e legato a scene musicali ben più impervie e tempestose che all'universo cantautoriale.
Chitarra, voce strascicata e cupa quando c'è, infiniti rumori che presumiamo domestici, accenni improvvisativi talvolta; silenzi lunghi e protratti che odorano di quiete ossessioni e di solitudine. In ordine sparso come possibili referenti si potrebbero citare nomi fra i più disparati, a me personalmente in alcuni frangenti ha ricordato Steve Roden per la capacità di ricreare ambienti minimali pregni di una capacità visionaria ed evocativa notevole, John Duncan per l'assoluta immobilità tesa a creare un clima di tensione notevole ma si potrebbe anche citare il lavoro svolto in coppia da M. J. Harris e Martyn Bates nella serie "Murder Ballads" per l'utilizzo della voce su forme sonore tanto difficili e poi per concludere come non citare il primo Nick Cave per il trattenuto senso di collasso psichico che sembra regnare su tutto?
Difficile, veramente difficile ed affascinante di quel fascino che ti vien da dire che forse soltanto i geni possiedono, la capacità di dare un'amalgama coerente a tutte le varie proposte è realmente sorprendente e quando parte 'A Ride to Cuba with Martin Sheen' sono quasi sicuro di trovarmi per l'appunto di fronte ad un piccolo genio, una voce nera come pece distesa su pochi accordi si lascia tentare da un loop ritmico deforme su cui si pianta un campione mongoloide di chitarra memore dello Snakefinger più fuori di testa. E' materiale questo con cui bisogna andar cauti perchè ti fotte il cervello, ti sembra di poterlo catalogare come un depresso cronico e poi invece ti viene il sospetto che il buon Ernesto se la stia divertendo da matti poichè su tutto regna una indefinibile e caustica ironia interpretativa che rende l'opera ancor più inclassificabile. Viene il sospetto che quelle che sembrano canzoni noir siano in realtà descrizioni divertite di ancor più terribili atti di violenza quotidiana come rovesciarsi addosso il caffè bollente di domenica mattina, provate a questo riguardo 'of Acceleration and Enunciation'. Di una follia assolutamente incontrollabile in continua espansione con un carico di angoscia esistenziale talmente profonda eppur molto ben gestita che gli Angels of Light se la sognano, nell'ultima traccia passa una moto si chiude una porta ed il tutto finisce. Il silenzio se possibile incute ancor più timore....

Aggiunto: April 1st 2003
Recensore: Marco Carcasi
Voto:
Link Correlati: Paxrecordings
Hits: 3485
Lingua: albanian

  

[ Torna Indice Recensioni ]
 
Privacy Policy

Web site powered by PHP-Nuke
All logos and trademarks in this site are property of their respective owner. The comments are property of their posters, all the rest