Create an account Home  ·  Serial  ·  Recensioni  ·  Forum  

Main

. Home
. Ricerca
. Recensioni
. Serial
. Archivio Articoli
. Links

Interfaccia

· Faq
· Feedback
· Lista Connessi
· Consigliaci

Categorie Articoli

· Tutte le Categorie
· 21° Secolo
· Concerti
· Cristalli
· Dvd & Vhs
· Editoriali
· Eventi
· Fanzine Italiane
· Inchiostro
· Interviste
· Labels
· Letture
· March(e)ingegno
· Metropolis
· Monografie
· Note a margine
· Perle Ai Porci
· Teenage Kicks
· Transasia
· Visioni

Informazioni Ed Invio Materiale

Potete inviare:
promo, riviste, demo, fanzine, nastri, scritti, ecc. al seguente indirizzo:

Kathodik
Via Giuliozzi, 15
Postal Code 62100
Macerata
Italy

·Mail


A Modern Safari 'St'

Love boat r&b/Godfellas

Corde appena sfiorate, ritmiche in primo piano che accarezzano senza mai distrarre la mente da un’atmosfera eterea e avvolgente. Suoni scarni insomma, ricchi di silenzi e avari di note se non essenziali alla linea melodica di ogni brano. Forse un nuovo concetto di safari in cui il viaggio nella savana diventa un viaggio nella propria mente e nella propria intimità, a caccia dei pensieri più remoti e riposti. Il primo riferimento che viene in mente ascoltando A modern Safari è sicuramente la band di quel geniaccio di Geoff Farina: l’ombra dei Karate si allunga su ogni brano di quest’album; un’ombra che però non toglie nulla alla proposta del gruppo romano che riesce a infondere in ognuno degli 8 brani una propria visione della musica. Rispetto alla band di Farina risalta una maggiore liricità, un’attitudine più melodica e meno sperimentale. La prima caratteristica dell’album a colpirmi è stata una certa geometricità, un forte connessione tra i diversi brani che rende l’ascolto un percorso unico senza soluzione di continuità; una caratteristica che in certi momenti si impone come il difetto più grande dell’intero album che manca di particolari picchi emotivi risultando in certi momenti troppo prevedibile. Su tutti i brani aleggia una soffice brezza pop, contaminata da ritmiche a volte jazzate (geometrical forms), un’attitudine al basso profilo, al sussurro che regala anche melodie accattivanti (when we were astronauts) in un mondo dove pop non significa solo le merde della Pausini! In certi momenti sembra di sentire un ipotetico incontro furtivo tra gli Yo la tengo più rarefatti e i Mogway dei momenti più pacati (I love the people, contemporary). Il brano che mi ha colpito maggiormente è sicuramente quello di chiusura (airport aesthetics), in cui il suono si fa più pieno e aggressivo con echi new wave e un cantato che ricorda molto da vicino il primo Michael Stipe. Una produzione più attenta ai suoni (in particolare le chitarre suonano piuttosto anonime) avrebbe sicuramente valorizzato una buona prova che potrebbe piacere anche al di là dei ristretti confini italici

Aggiunto: March 11th 2003
Recensore: Massimiliano Sanseve
Voto:
Link Correlati: godfellas
Hits: 1008
Lingua: italian

  

[ Torna Indice Recensioni ]
 
Privacy Policy

Web site powered by PHP-Nuke
All logos and trademarks in this site are property of their respective owner. The comments are property of their posters, all the rest