Create an account Home  ·  Serial  ·  Recensioni  ·  Forum  

Main

. Home
. Ricerca
. Recensioni
. Serial
. Archivio Articoli
. Links

Interfaccia

· Faq
· Feedback
· Lista Connessi
· Consigliaci

Categorie Articoli

· Tutte le Categorie
· 21° Secolo
· Concerti
· Cristalli
· Dvd & Vhs
· Editoriali
· Eventi
· Fanzine Italiane
· Inchiostro
· Interviste
· Labels
· Letture
· March(e)ingegno
· Metropolis
· Monografie
· Note a margine
· Perle Ai Porci
· Teenage Kicks
· Transasia
· Visioni

Informazioni Ed Invio Materiale

Potete inviare:
promo, riviste, demo, fanzine, nastri, scritti, ecc. al seguente indirizzo:

Kathodik
Via Giuliozzi, 15
Postal Code 62100
Macerata
Italy

·Mail


Matteo Muntoni 'Nobody In K Space'

(Ticonzero 2011)

Liberamente ispirato dal “2001” di Kubrick, “Nobody In K Space”, del contrabbassista e compositore Matteo Muntoni, è opera efficace e non prolissa.
Avvalendosi della collaborazione di Paolo Sanna (percussioni e didjeridoo), Stefano Vacca (batteria e percussioni), Valter Mascia (sax), Riccardo Pittau (tromba), Giulio Muscas (voce) ed il coro Alterazioni, Muntoni esibisce un ventaglio espressivo, che, fra scoordinazioni jazz, accenni minimali, propensione elettroacustica, derive cosmico/elettroniche e sottili infiltrazioni etniche, riesce piuttosto agilmente ad evitar l'effetto didascalico/raccogliticcio, che spesso affligge opere analoghe.
Nessun ammasso scomposto in questo caso.
Quanto, piuttosto, un efficiente e ben amalgamato sestetto virtuale, che predilige lavorar di evocativa sottrazione (di particolar pregio, l'opera in fase di post produzione, di Alessandro Olla).
Una serie di suggestivi piani sequenza.
Buio, profondo ed opprimente (il trittico iniziale Earth, incentrato sull'approccio acustico, con particolare menzione per Versus).
Un inquieto senso di beatitudine fluttuante (la sezione Moon, opalescenti rifrazioni etnico/orientali, grondanti carnale sensualità).
L'accensione improvvisa, di lisergiche e severe scansioni (filamenti jazz e sensibilità rituale, non distante dalla cellula Tasaday).
La malinconia dilagante di Beyond Infinity, l'abrasione sconnessa, elettrico/ascensionale di Hal 9000, la crepitante a gravità zero, Jupiter Mission, la prepotente, conclusiva dissolvenza, Starchild.
Perdersi, non è poi tanto male.
Il Dr. Bowman annuisce.
Ben fatto.

Aggiunto: July 2nd 2012
Recensore: Marco Carcasi
Voto:
Link Correlati: Ticonzero Records Home Page
Hits: 973
Lingua: italian

  

[ Torna Indice Recensioni ]
 
Privacy Policy

Web site powered by PHP-Nuke
All logos and trademarks in this site are property of their respective owner. The comments are property of their posters, all the rest