Create an account Home  ·  Serial  ·  Recensioni  ·  Forum  

Main

. Home
. Ricerca
. Recensioni
. Serial
. Archivio Articoli
. Links

Interfaccia

· Faq
· Feedback
· Lista Connessi
· Consigliaci

Categorie Articoli

· Tutte le Categorie
· 21° Secolo
· Concerti
· Cristalli
· Dvd & Vhs
· Editoriali
· Eventi
· Fanzine Italiane
· Inchiostro
· Interviste
· Labels
· Letture
· March(e)ingegno
· Metropolis
· Monografie
· Note a margine
· Perle Ai Porci
· Teenage Kicks
· Transasia
· Visioni

Informazioni Ed Invio Materiale

Potete inviare:
promo, riviste, demo, fanzine, nastri, scritti, ecc. al seguente indirizzo:

Kathodik
Via Giuliozzi, 15
Postal Code 62100
Macerata
Italy

·Mail


Liquid Clock ‘Sense of Self’

(Autoprodotto 2010)

A cavallo tra funky, rock e jazz, frullati in dosi di volta in volta differenti, i Liquid Clock arrivano, dopo 3 anni di apprendistato, al loro esordio discografico con questa autoproduzione (il disco, distribuito in licenza Creative Commons, è scaricabile gratuitamente al link a fondo pagina) dal tocco però tutt’altro che casalingo. I lodigiani si divertono a rotolarsi tra gli stilemi dei generi sopracitati, tra Frank Zappa e Red Hot Chili Peppers, passando per l’improvvisazione di stampo tipicamente jazzistico, ottenendo come risultato un liquido (e cosa doveva venirne fuori dato il nome?) carico di sfumature, denso e assai saporito. Il tappeto morbido e soffuso di Equilibrium Lost ci fa accomodare nell’opera tra wah dilatati e le evoluzioni saltellanti del sax. Ma già con The Thinkin’ Brodge ci avviciniamo al funk-rock dei Red Hot anni ’80 ma con minor rabbia e maggiore sinuosità. Il trio si trova a suo agio anche nella lande desolate oscure di Twix PeanSouth American Waves torna infatti al calore da piano bar della traccia iniziale, mentre con la lunga suite (8 minuti e mezzo) Sgwish i nostri tentano di avvicinarsi alle complessità strutturali di Zappa. Con Saint Cape si torna a melodie funky più ordinarie prima che la conclusiva On a Rope torni a sfiorare territori più oscuri prima di esplodere in un finale a tinte forti e psichedeliche. Buoni spunti da questo lavoro d’esordio per la band lombarda, che rifiuta tanto di inserirsi nei filoni del jazz contemporaneo quanto di scimmiottare il funky degli anni ’70-’80. Il mix è ancora da calibrare e nel finale il disco scende di tono, ma ci sono i presupposti per fare bene.

Aggiunto: December 7th 2010
Recensore: Marco Pagliariccio
Voto:
Link Correlati: download gratuito di “Sense of Self”
Hits: 2032
Lingua: italian

  

[ Torna Indice Recensioni ]
 
Privacy Policy

Web site powered by PHP-Nuke
All logos and trademarks in this site are property of their respective owner. The comments are property of their posters, all the rest