Create an account Home  ·  Serial  ·  Recensioni  ·  Forum  

Main

. Home
. Ricerca
. Recensioni
. Serial
. Archivio Articoli
. Links

Interfaccia

· Faq
· Feedback
· Lista Connessi
· Consigliaci

Categorie Articoli

· Tutte le Categorie
· 21° Secolo
· Concerti
· Cristalli
· Dvd & Vhs
· Editoriali
· Eventi
· Fanzine Italiane
· Inchiostro
· Interviste
· Labels
· Letture
· March(e)ingegno
· Metropolis
· Monografie
· Note a margine
· Perle Ai Porci
· Teenage Kicks
· Transasia
· Visioni

Informazioni Ed Invio Materiale

Potete inviare:
promo, riviste, demo, fanzine, nastri, scritti, ecc. al seguente indirizzo:

Kathodik
Via Giuliozzi, 15
Postal Code 62100
Macerata
Italy

·Mail


Gareth Mitchell/Stefano Giust 'Live Somewhere'

(Setola Di Maiale 2008)

Il primo incontro fra il londinese Gareth Mitchell e Stefano Giust, avviene nel 2005, in occasione del tour inglese del collettivo Rediffusion (Andrej Bako e Karen O'Brien, Mitchell, Giust ed in una data anche Andy Diagram...).
In quell'occasione, il tiro instauratosi fra i musicisti era di stampo prettamente elettronico, dalle parti di una piacevolissima minimal-techno.
In questa registrazione live (del 2007), l'elettronica lascia spazio alla visione acustica.
Chitarra, voce e batteria.
Le composizioni originali di Mitchell assorbono (non senza lividi...), l'esecuzione ruvida e free di Giust.
L'elettrica si abbandona ad un suono cool e malinconico, squarciato da lampi di feedback.
Mitchell rinuncia del tutto al trattamento digitale usualmente riservato al proprio strumento.
Hidden In Vain e la sua aria stralunata, fra Davis e l'eleganza di John Martyn (la voce, la progressione degli accordi...), intorno tutto crolla abbattuto dalla frenesia black di Giust (Tony Williams o Sonny Murray? Difficile scelta...).
Resta una vibrazione finale nell'aria.
Ammutolito il pubblico.
..., So Whispers Sweep Burnished Terrain, soccombe al morso della distorsione e del feedback, la voce ulula e si incastra in loop narcotico, Giust continua a pestare come un dannato, ne viene fuori un'armonia bizzarra e cubista; dalle parti delle linee ripetitive di Arthur Russell.
Canzoni estemporanee, che si mostrano per un'istante e poi si ritraggono, nel vuoto conseguente lasciato dal loro passaggio; si intuisce la bellezza.
Dispiace (non poco), per la qualità di registrazione scadente.
Ma è un intoppo, al quale si sopravvive.
In casa Setola tira sempre bell'aria!

Aggiunto: August 5th 2008
Recensore: Marco Carcasi
Voto:
Link Correlati: Setola Di Maiale Home Page
Hits: 1176
Lingua: italian

  

[ Torna Indice Recensioni ]
 
Privacy Policy

Web site powered by PHP-Nuke
All logos and trademarks in this site are property of their respective owner. The comments are property of their posters, all the rest