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Zepubicle ‘Scientists Levitate Small Animals’

(Solponticello Records 2007)

Zepubicle è accozzaglia umana scellerata in pieno delirio pre-peste.
Pesanti ed ingolfati, impro e floydiani (cristallizzati nell'istante preciso dell'andar affan...), punk nello spirito, arty nelle movenze scriteriate, trance violenta da pugile ad occhi pesti, blues de-strutturato da discarica maligna all'aperto in piena estate; folk in libera uscita drogata non permessa dai genitori.
Zepubicle è magnificenza, un florilegio di segni e traiettorie che traggono sei volte su dieci in errore.
I coinvolti sono: Killick (del quale necessita parlar al più presto del suo “Bull****” ed obbligatoriamente ricordare il suo incontro nello strepitoso “A.S.A.P.Wings”).
L'harpeggione è il suo strumento, un incrocio fra chitarra ed arpa; neanche potete farvene un'idea.
Marshall Marrotte da Atlanta, chitarra baritono.
Anche in questo caso; statevi accorti.
Jeff McLeod, anche lui alle corde.
Corde del Diavolo.
Il ritmo lo detta Tatsuya Nakatani, rantolar continuo e tracimante di metalli scossi.
“Scientists Levitate...” è puro soundscape per anime libere.
Di una bellezza impressionante, gioco continuo di riverberi metallici, uno in fila all'altro, mutano in continuo forma e struttura, credi di aver chiaro il gioco, ed invece arriva lo scarto imprevisto, opprimente coltre doomy, pesantemente metallico; è l'incubo ideale che si vorrebbe avere.
Quello che si brama.
Sentitevi l'ampli in ronzio sul finire/principio fra quarto e quinto brano.
Nel passaggio fra una soluzione e l'altra, piccoli cenni, radi tocchi, l'annuncio di quel che verrà, clima di attesa.
Poi arriva quel che pare il richiamo di un cervo in amore, è un feedback di chitarra, ma si vuole sia cervo, da qualche parte avanza un'intermittente schizofrenia funk, la materia perde in consistenza; si materializza nella stanza il proprio animale totemico.
L'ascolto ha potere evocativo, non sprecatelo inutilmente, parlateci con il vostro animale totemico, non abbiatene paura; è il vostro custode.
Il mastro di chiavi.
Disinnesca il linguaggio, lo rende parzialmente inutilizzabile; basta a se stesso.
Niblock c'è, kraut a scelta pure; le radici idem.
Fra il meglio del meglio del 2007.
Questo è veramente folk saturo.
Capolavoro in technicolor per contorsionisti in escursione ad alta quota.
Da ascoltare ripetendo: io sono un aereo, io sono un aereo, io sono un aereo, io sono una aereo, io sono un aereo.
Oppure a scelta: io sono un cavallo io sono un cavallo, io sono un cavallo, io sono un cavallo, io sono un cavallo.
Della bellezza del cielo limpido e del mare in tempesta.

Aggiunto: February 24th 2008
Recensore: Marco Carcasi
Voto:
Link Correlati: Solponticello
Hits: 466
Lingua: italian

  

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