Create an account Home  ·  Serial  ·  Recensioni  ·  Forum  

Main

. Home
. Ricerca
. Recensioni
. Serial
. Archivio Articoli
. Links

Interfaccia

· Faq
· Feedback
· Lista Connessi
· Consigliaci

Categorie Articoli

· Tutte le Categorie
· 21° Secolo
· Concerti
· Cristalli
· Dvd & Vhs
· Editoriali
· Eventi
· Fanzine Italiane
· Inchiostro
· Interviste
· Labels
· Letture
· March(e)ingegno
· Metropolis
· Monografie
· Note a margine
· Perle Ai Porci
· Teenage Kicks
· Transasia
· Visioni

Informazioni Ed Invio Materiale

Potete inviare:
promo, riviste, demo, fanzine, nastri, scritti, ecc. al seguente indirizzo:

Kathodik
Via Giuliozzi, 15
Postal Code 62100
Macerata
Italy

·Mail


Looper+John Tilbury 'Mass'

(Esquilo 2007)


Catania, Aprile 2006, Centro Culturale Zo, in concerto il pianista John Tilbury (penso non abbia bisogno di presentazioni, ma nel caso, basta dire dei suoi trascorsi nei seminali AMM e della reputazione di cui gode in quanto interprete delle partiture di Morton Feldman) assieme al trio Looper per il progetto multimediale Mass. Quest'ultimi sono sicuramente meno noti al “grande” pubblico , ma per chi segue la scena sono nondimeno tre piccoli fuoriclasse della nuova musica impro: Nikos Veliotis, violencello, Martin Kuchen, sax e Ingar Zach, percussioni. In quanto Looper consiglio di rimediare l'ottimo cd 'Squarehorse', uscito qualche anno fa per l'etichetta Absurd. Inutile dire che per il sottoscritto la serata live rappresentava un vero e proprio evento, specie in una città in cui certa musica non si può certo dire che abbondi, di cui godere a pieni sensi. Purtroppo un piccolissimo dettaglio si frapponeva alla piena fruizione del concerto: il pubblico! Ora capisco che non tutti devono apprezzare la musica in scena, ci mancherebbe altro, ma chiedere un po' di rispetto per gli spettatori interessati e soprattutto per i musicisti sul palco, mi sembra veramente il minimo sindacale. Invece no, gente che passa e spassa rumoreggiando davanti al palco, cellulari che squillano, commenti derisori ad alta voce, sorrisetti stupidi e via discorrendo. In pratica un disastro. Risulta allora quanto mai gradito questo splendido DVD che contiene due tracce relative alle esibizioni di Oslo e Scavenger, assieme a tre spezzoni video in cui si possono scrutare i quattro musicisti sul palco. Già, perché Mass è, come dicevo, un progetto multimediale costruito attorno alle sequenze video realizzate da Veliotis, e su queste si concentra il grosso del DVD. Video misteriosi e apparentemente statici, tecnicamente abbastanza semplici, assemblati partendo da immagini sacre raccolte in rete. In prima analisi non succede quasi nulla e il contenuto non è immediatamente identificabile, essendo costituito da diverse raffigurazioni di divinità religiose ed icone sacre, sovrapposte l'una sull'altra che avvolte nel buio oscillano e mutano lentissimamente. Private completamente dal loro significato, con i contorni non delimitabili, diventano enigmatico effetto cromatico e texturale. Non roba facilmente digeribile, difficile fissarle per quasi un ora senza stancarsi, ma l'effetto è comunque affascinante e (molto) ipnotico, sicuramente in perfetta sintonia con la musica, che, diciamolo subito, è semplicemente magnifica. Misteriosa, di una solennità quasi sussurrata, impregnata di un vago senso di minaccia ed angoscia, scivola lentamente nel sistema nervoso e finisce per occuparne gli anfratti più profondi. Mirabile l'abilità e la determinazione con cui Veliotis riempie lo spazio di un droning trattenuto ed impalpabile, mentre Zach fa avanzare dal buio piccole creature sonore che di volta in volta scricchiolano, tremano, vibrano, rotolano, brillano; microscopici effetti percussivi che tuttavia scandiscono con precisione il tempo sospeso delle esibizioni. Quasi fantasma che aleggia inosservato, il sax di Kuchen, con il suo respiro debole ma insidioso e costante. Su un fondale di tale surreale fattura, fatto di oscurità insondabili ed improvvisi, lancinanti abbagli, Tilbury si trova facilmente a suo agio nel proporre in maniera misurata, ma ogni nota ha un peso specifico enorme, i suoi patterns pianistici, spesso all'insegna di liquidi abbozzi melodici, ma anche di quelle sue tipiche discese, tra il dissonante e l'agonizzante, negli inferi. Un'opera nera come la più nera delle notti, ma carica di visioni come il sonno di un febbricitante.

Aggiunto: October 7th 2007
Recensore: alfio castorina
Voto:
Link Correlati: Esquilo
Hits: 741
Lingua: italian

  

[ Torna Indice Recensioni ]
 
Privacy Policy

Web site powered by PHP-Nuke
All logos and trademarks in this site are property of their respective owner. The comments are property of their posters, all the rest