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Marcos Fernandes, Mike Pride 'a mountain is a mammal'

(Accretions 2006)

“Mike Pride è senza dubbio l'unico musicista ad aver suonato con Anthony Braxton ed essere stato in tour con le leggende punk MDC”, firmato Bruce Lee Gallanter. M'imbatto in questa citazione cercando qualche informazione sul percussionista newyorkese Mike Pride, che subito incuriosisce e lo rende un personaggio interessante e fuori dal comune. Così come fuori dal comune è la figura, più volte incontrata su queste pagine, di Marcos Fernandes, personaggio di spicco della scena californiana che ruota attorno ad etichette quali Accretions, Pax Recordings, Solitary B e al collettivo Trummerflora. Da un incontro verificatosi tra i due nel corso di una piovosa giornata in quel di Tokyo, nasce questo disco che vede Fernandes cimentarsi con percussioni e fonografie (in pratica field recordings), e Pride, sempre percussioni, glockenspiel ed electronics. Una collaborazione fulminante, perfettamente in linea con le personalità dei due autori, e forse una delle cose migliori in cui c'è lo zampino di Fernandes che posso dire di aver ascoltato. Caratterizzato, com'è ovvio data la strumentazione usata e il background dei due, da una forte componente percussiva, si tratta di un disco all'insegna della totale libertà espressiva, privo di regole, fantasioso e distante da inutili manierismi, ma affatto privo di sottili raffinatezze. Tralasciamo la prima traccia, che fornisce solo un piccolo antipasto di quello che verrà dopo, per passare a descrivere la lunga a little more dangerous. Più che pericolosa, un vero tripudio anarchico, che freme e si agita nervoso. 27 minuti che sanno di acido rigurgito free jazz, d'improvvisazione radicale e di concretismi urticanti. In realtà il modo migliore per descrivere la musica è quello d'immaginare un piccolo esercito di pupazzi di latta che con fare ora meticoloso e precisino, ora disordinato e veemente, smonta e mette sottosopra un'officina meccanica. Riprodotto ad alto volume, l'impatto è notevole, un suono che entra in ogni poro, che si accartoccia e srotola di continuo, plastico e succoso, scala coraggiosamente le vette e si lascia precipitare rovinosamente. L'altro giorno ascoltandolo in macchina c'è mancato poco che rischiassi di sbattere contro un muro, tale è la frenesia che trasmette. Ottimo anche il brano finale is anything more than everything lamentoso, comico, rumoroso, a tratti quasi cartoon (potrebbe essere la soundtrack surreale di Willy il Coyote), rappresenta una piccola sinfonia di rumori ed angoscie urbane, ottenuta con gran dispiego di field recordings, effetti impazziti e note gocciolanti di glockenspiel. "Rattle and Hum".

Aggiunto: March 31st 2007
Recensore: alfio castorina
Voto:
Link Correlati: accretions
Hits: 593
Lingua: italian

  

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