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Fredy Studer / Ami Yoshida Duos 21-27

(For 4 Ears 2005)

Fredy Studer un percussionista svizzero; uno di quelli defilati e tosti.
La sua carriera ha inizio nei primi anni settanta e si snoda idealmente fra la A di Abercrombie e la Z di Zorn.
Ami Yoshida una vocalist giapponese, una trentenne piccolina, minuta, ma non fatevi ingannare; lei una howling voice.
Una forza della natura.
Il suo un continuo varcare le porte dell'inaudito, nel 1997 realizza il solo "Spiritual Voice"; poi si dedica alla frequentazione di altri artisti (da ricordare il progetto Cosmos con Sachiko M).
I due si ritrovano in studio a Zurigo per la realizzazione del quarto capitolo della serie "Duos" che ha visto Studer collaborare precedentemente con Robyn Schulkowsky, Jin Hi Kim, Jolle Landre, Dorothea Schrch; Dj M. Singe.
Ora il turno della piccola giapponese.
Un vero colpo di fulmine fra i due.
La Yoshida si contorce e soffoca, trattiene l'urlo ancorato al suolo e si produce in una serie di vocal noises al limite dell'umano.
Studer intorno alle asprezze vocali innalza una fitta serie di segnali ronzanti strabilianti nella loro essenza acustica pura (nessuna digitaleria in questo lavoro).
Drones metallici che si levano da sferragliamenti terrestri per salire, ed ancora salire in una sorta di catarsi sonica rovinosa in quanto a bellezza.
Verrebbe da paragonare il lavoro della Yoshida alle scorribande vocali di Sainkho Namtchylak e Phil Minton (i primi due nomi che mi passano per la testa...); ma non ci siamo.
Teatrali richiami per animali immaginari, possessioni primordiali e passione divorante sottopelle; conturbante e prossima (veramente) agli eccessi della Patty Waters immensa di Song Of The One (i Love) Or Love, My Love.
Un'incantevole grazioso incubo; soffice disperazione orientale.
Studer suona, dimentica di tenere il ritmo, si affida ad aritmie tribali, lascia sfrigolare i piatti, evoca sgretolamenti secolari pietrosi generando rombi cupissimi.
Gratta e graffia la superficie, spontaneamente indica il percorso adeguato (non il pi facile) alla pi giovane Yoshida.
Gli concede il tempo di riprender fiato e flirta amabilmente con il silenzio.
Strabilia letteralmente.
Strutture istantanee preziosissime, fitti dialoghi pre verbali, metalliche, adorabili; cascate di suono puro.
Se fosse stato generato da un gruppo (industrial? glitch?) si sarebbe gridato al miracolo; qui invece ci sono sono soltanto due esseri umani che si confrontano in una zona temporale limitata dialogando fittamente sull'essenziale.
Lo stordente crescendo di cymbal del Duo 22, piacerebbe a Niblock credo, la geisha gemente rituale del Duo 23; puro deliquio sensoriale.
Da assaporare lentamente; come si farebbe con un bicchiere di veleno.
Bellissimo peregrinare ai margini dell'umano.

Aggiunto: June 19th 2006
Recensore: Marco Carcasi
Voto:
Link Correlati: www.for4ears.com
Hits: 821
Lingua: italian

  

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