Create an account Home  ·  Serial  ·  Recensioni  ·  Forum  

Main

. Home
. Ricerca
. Recensioni
. Serial
. Archivio Articoli
. Links

Interfaccia

· Faq
· Feedback
· Lista Connessi
· Consigliaci

Categorie Articoli

· Tutte le Categorie
· 21° Secolo
· Concerti
· Cristalli
· Dvd & Vhs
· Editoriali
· Eventi
· Fanzine Italiane
· Inchiostro
· Interviste
· Labels
· Letture
· March(e)ingegno
· Metropolis
· Monografie
· Note a margine
· Perle Ai Porci
· Teenage Kicks
· Transasia
· Visioni

Informazioni Ed Invio Materiale

Potete inviare:
promo, riviste, demo, fanzine, nastri, scritti, ecc. al seguente indirizzo:

Kathodik
Via Giuliozzi, 15
Postal Code 62100
Macerata
Italy

·Mail


Eric Malmberg 'Den Gåtfulla Människan'

(Häpna/Fringes, 2005)

Immagino che un giorno lo farò, purtroppo conosco bene la mia capacità di dilapidare il denaro: piazzerò un bell’ordine presso la Häpna Records e mi procurerò tutto il catalogo di una delle più interessanti label di culto odierne. Inutile dire che questo disco di Eric Malmberg non si sforza nemmeno un po’ nel cercare di distogliermi dal compiere l’insano gesto. Sembra un’oggetto strappato di forza dal regno ovattato dei sogni e fatto precipitare sulla dura terra della cosiddetta realtà l’opera di questo musicista svedese che, come nulla fosse, provvisto di un semplice organo hammond e degli effetti di qualche rudimentale beatbox (ok, le note di rito escludono la presenza di strumenti diversi dall’organo, ma mi permetto di dubitarne) confeziona questa sorta di scatola magica che risuona delle sue melodie con lo stesso potere incantatorio che potevano avere i carillon nella nostra infanzia. Non c’e’ niente di forzato nel lavoro di Eric, tutto sembra muoversi in maniera assolutamente naturale, leggiadro e ineluttabile, come il lento ma inesorabile scorrere di un fiume. Difficile trovare dei referenti precisi per questa musica, forse certi esponenti della ‘kosmische musik’ tedesca, in particolare i momenti più rarefatti dei Popol Vuh, a cui aggiungerei comunque le opere di Arvo Pärt. Quasi in stato di trance Malanberg snocciola uno dietro l’altro quelli che sarebbero degli instant hits di musica pop in un mondo di fiabe abitato da elfi, fate e simil-puffi che dimorano in casette di panzucchero e vivono le loro vite all’insegna dell’innocenza e dello stupore. Titoli dei brani in quella che per noi è un’astrusa lingua nordica e che stridono amabilmente con l’immediatezza del messaggio sonoro che rappresentano. Bastano poche note a creare meraviglia e rallentare l’esistente, come dimostrano Undermedvetandet e Överjagel, motivetti fuori d’ogni tempo, che si arrampicano verso il cuore e toccano corde emotive sepolte e abbandonate nell’inconscio, la cui scoperta quasi provoca imbarazzo. Språk och tankestrukturer emerge all’improvviso dal nulla sospinta da semplicissimi impulsi ritmici mentre l’organo gioca con se stesso in una girandola d’effetti e melodie misteriose ma al contempo stranote, come se fossero sempre esistite e semplicemente ne avessimo sin qui ignorato l’esistenza. Chiude l’album la tenera malinconia di Människan och tiden, che si affaccia alla vita dal buio, irradia momenti di luce filtrati dalle lacrime e infine lentamente muore là dov’era nata. Il sogno è finito, ora di svegliarsi. Consigliato indistintamente a tutti, grandi e piccini. Astenersi solo i cinici di professione.

Aggiunto: September 10th 2005
Recensore: alfio castorina
Voto:
Link Correlati: Häpna
Hits: 1022
Lingua: italian

  

[ Torna Indice Recensioni ]
 
Privacy Policy

Web site powered by PHP-Nuke
All logos and trademarks in this site are property of their respective owner. The comments are property of their posters, all the rest