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Tasaday 'In Attesa, Nel Labirinto'

(Wallace Records 2004)

Bentornati Tasaday!
E' passato un anno dallo splendido progetto collettivo globale del "Kaspar Project", ed i Tasaday con il loro settimo album in venti anni (!) ci recapitano l'ennesimo tassello di un mosaico evolutivo che sembra non conoscere mai fine nella sua capacità d'inglobare e riplasmare voracemente di volta in volta nuove suggestioni sonore in un processo di rielaborazione del proprio linguaggio che non conosce eguali in Italia. I Tasaday sono fra gli ultimi esponenti ancora attivi di una passata stagione creativa prettamente nostrana che si nutriva di influenze disparate e urticanti sottoponendole ad un processo di modifica espressiva che rendeva la materia bruta assimilabile anche da parte di chi non era avvezzo a particolari rovine sonore. Di quel periodo di underground disarticolato care alla memoria rimangono sigle come Gronge, F.a.r., Ccc Cnc Ncn, le ancora attive ad intermittenza Officine Schwartz ed addirittura certe evoluzioni dei Franti.
Ma torniamo ai giorni nostri senza versare lacrimuccie.
Il nuovo "In Attesa..." viene presentato dai Tasaday come il loro lavoro più Rock ma ovviamente di strutture semplici e lineari non se ne riscontra traccia alcuna, linfa nuova e vitale devono aver senz'altro apportato in maniera determinante le evoluzioni successive al "Kaspar Project" che hanno permesso a Tasaday di affinare un nuovo linguaggio d'insieme tramite i live effettuati e la cospicua opera di ripopolamento avvenuta nelle file dell'ensemble che ora ospita due membri dei R.U.N.I., l'apporto in pianta stabile di Xabier Iriondo ed il ritorno all'ovile di Paolo Cantù.
Quello che si ottiene da queste ora molte persone è un suono teso ed avvolgente come non mai che si ciba in egual misura di spinte propulsive industrial e avant ma ingloba al suo interno notevoli stacchi di strani aromi lisergici, galoppate ad occhi sbarrati al confine di certa scuola New York 80' e una capacità di generare inquietudine che molte delle attuali uscite di settore si sognano.
Si apre con Mindanao 1971 che procede fluidamente fra concretismi, screpolature ritmiche e lisergia chitarristica sinistra. Scivolo ideale per quel che verrà dopo.
Minotaurus rivela fin da subito quale sarà il carattere generale dell'opera dibattendosi in ipotesi molto Neubauten periodo "Tabula Rasa" senza le ampollosità che pian piano hanno affossato la sigla berlinese, spasmi quasi dark, percussionismo astratto e poi una splendida apertura di basso e voce femminile che lascia il segno. Pura estasi maligna.
La Rinascita Degli Dei ripropone in parte la formula Berlino oscura ammassando strati di tensione palpabile per poi distendersi in una sorprendente esibizione puro succo 80' con tanto di fiati sbilenchi che solcano lo scenario; inebriante.
Le spinte avant si propongono decise nella successiva La Terra Senza Il Male dove nuvolette ritual degne di Genesis P-Orridge si materializzano sopra le nostre teste fra grugniti di maiali ed un cupo bordone basso dove malinconicamente plana un violino dolente.
World As A Simulacrum è sarabanda ritmica quasi noise ma siamo dalle parti di un suono stonato che molto ha da spartire con la lezione free ed in egual misura con le più disastrate e livide proposte del Marc Ribot di "Shrek"; per chi ama gruppi come gli Zu questa potrebbe essere una gradevole scoperta. Sun Ra in combutta con i Coil?
Un Altro Sacrificio avanza incerta con inizio che alla lontana pare quasi funk ma si concede stacchi ritmici da collasso nervoso e chiude in gloria attaccando una parete di loop e chitarre acquatiche prima di troncarsi rancorosa.
Mind Now 2004 chiude ed è 'lenta sparizione...'; letteralmente.

Aggiunto: April 27th 2004
Recensore: Marco Carcasi
Voto:
Link Correlati: www.wallacerecords.com
Hits: 2298
Lingua: italian

  

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