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Interviste: Hip Hop In Amazzonia
Contributed by Anonymous on Thursday, 16 December @ 16:22:11 CET
Topic: Il Rigattiere
a cura di
Marco Paolucci

Breve Cronaca Di Un Viaggio A Manaus




 

 

 

 

Intervista a cura di Marco Paolucci
uccio12@hotmail.com

Traduzione dal portoghese di Alfredo Camera
alfredocamera@libero.it

Foto di Michele Massetani
cattivo@infinito.it

Occasione di un viaggio metà vacanza metà osservazione e presa contatto per progetti di collaborazione internazionale, il vostro kathodik-man questa volta (perché le altre volte dove è andato? Ma a casa naturalmente!) si è involato letteralmente in quel del Brasile, e dopo un pellegrinaggio a San Paolo eccolo catapultato nella dura ma indimenticabile realtà di Manaus, capitale dello stato di Amazonas e città circondata dalla foresta amazzonica. Qui nella periferia della metropoli l’incontro con un progetto di cui si parlerà più avanti direttamente dalla voce dei protagonisti e con una realtà che vede e crede nell’Hip Hop e nella sua cultura come forma di rilancio sociale e culturale, come possibilità di uscire dal degrado delle favelas e speranza nel cambiamento. L’intervista è stata innanzitutto possibile grazie alla traduzione sul campo del simpaticissimo Alfredo Camera, un volontario di Pompei che collabora attivamente al progetto ed è stata rivolta ai maestri dell’arte dei graffiti MARCO, THIAGO,  GONçALVES, all’istruttore del ballo break “DERYO”, agli istruttore di canto rap Bruno, Isaac e Dennis, ed infine a Dj Fino, un artista che è riuscito ad incidere un disco di sue composizioni intitolato ‘Se Eu Estiver Errado, Me Prove O Contrario’ e che rappresenta la possibilità di riuscire se ci si crede abbastanza.

1) Kathodik: Come è iniziato tutto e perché?
Tutti: Il progetto Periferia Ativa é nato da una Idea di Pe.(Padre) Alberto per recuperare gli adolescenti emarginati dalla societá e che vivevano notte e giorno per le strade della periferia di Manaus.
Dopo aver visitato organizzazioni ed enti che si occupavano di adolescenti di strada il progetto dell´area missionaria San Francesco ha incominciato piano piano a prendere forma.
Il progetto pilota è nato nella comunitá di Conceição anche grazie all´aiuto di due volontari italiani che dopo due mesi di attivitá di strada (contatti con gli adolescenti della comunitá Conceição), studio delle attivitá di maggiore
interesse per gli adolescenti e studio e diagnosi delle risorse umane in stretta
relazione con le attivitá da sviluppare e che potevano dar forma al progetto é nato il primo gruppo del Progetto Periferia Ativa (gruppo Incentivo della comunitá Conceição). Il nome che si è scelto per il progetto è Periferia Ativa ma ogni comunitá, ogni gruppo di adolescenti puó scegliere liberamente di dare un nome al suo gruppo e conseguente progetto.
Il gruppo Incentivo del progetto Periferia Ativa nella comunitá Conceição si
occupa di cultura Hip-Hop e dei suoi 4 elementi (Graffiti, Rap, Danza Break e Dj) e di come la cultura Hip Hop possa essere usata come arma di divulgazione e comunicazione per le tematiche sociali, politiche e ambientali.
Il progetto Periferia Ativa nella comunitá Conceição è attivo tutti i giorni
della settimana.
Il lunedí, mercoledí e venerdí si insegna Graffiti, Rap e si parla su varie
problematiche e temi sociali, politici, ambientali etc. etc.) nei restanti
giorni invece ci si occupa del laboratorio di magliette graffittate. Dalla vendita di queste  magliet- -te il gruppo Incentivo riesce ad essere economicamente indipendente per comprarsi materiale didattico e offrire corsi professionalizzanti.

 

 

Marcos aggiunge: per me è iniziato attraverso il centro sociale Arar (Centro sociale aggregativi di Manaus). L’idea era di le quattro palestre di quattro elementi hip Hop: Rap, Graffiti, Danza b-boy e Dj. Però Alfredo e Maurizio hanno conosciuto gli istruttori del centro sociale Arar. C’era qualcosa ma mancava l’appoggio economico. Alfredo e Maurizio hanno proposto loro di venire qui. Il perché adesso stanno qui è di divulgare sempre di più la cultura hip hop ed aiutare i ragazzi di strada. Quindi una cultura solidale e volontaria.

 

2) Kathodik: Quali artisti avete avuto e avete tutt’ora come punti di riferimento?
Graffiti: Genius di San Paolo, Does di San Paolo, Simples di San Paolo, Uritiba di San Paolo, Ema di Rio di Janeiro, Arabi di Manaus, Daim in Germania, Loomt di New York, Copy sempre negli Usa.

 

3) Kathodik: Cosa cercate nella musica/danza, specialmente nell’hip hop e nella sua cultura?
Graffiti/Rap: Libertà di esprimersi e di prendere tutte le informazioni possibili ed immaginabili per trasferirle attraverso la cultura hip hop. Non abbiamo possibilità esterna di accesso all’informazione ma solo tra noi nella cultura hip hop; quindi la vediamo come una specie di media.
Danza: La danza B. Boy é nata durante la guerra nel Vietnam e i suoi passi e i suoi movimenti ricordano giustamente i corpi martoriati e mutilati dei vietcong e dei giovani americani ingannati dal loro governo.
Oggi la danza B. Boy é anche una forma di protesta contro il sistema, la
corruzione e l´incoerenza della societá.

 


4) Kathodik: Pensate che ci sia una scena nascente in Manaus?
Tutti: Qui c’è la possibilità perché è tutto nuovo anche se il gruppo dei graffiti che è venuto più in ritardo si è sviluppato molto più velocemente del rap.

 

 

5) Kathodik: Perché proprio l’Hip-Hop e non altri generi?
Graffiti: Noi abbiamo l’obbiettivo di fare i graffiti, ma facciamo quadri, dipingiamo case perché prendiamo soldi.
Danza: Purtroppo non sono bravo ad esprimere con le parole quello che sento quindi lo faccio con un´altra forma d´arte che è la danza ed ho scelto questo tipo di danza perché mi è sempre apparsa la migliore per poter esprimermi e comunicare il mio stato di disagio sociale.

 

6) Kathodik: Ritenete l’Hip Hop che praticate come solo una forma di intrattenimento o per voi è anche e soprattutto qualcosa di più importante?
Tutti: Non solo intrattenimento, è qualcosa di più importante, è trasferire tutto quello che noi sappiamo attraverso questa cultura, è uno stile di vita. Noi così riusciamo a prendere l’attenzione di tutte le persone e anche la cultura hip hop in particolare i graffiti parlando su diversi temi che possono essere politici oltre che prendere l’attenzione delle persone spiegando che ci sono diversi stili per fare un graffito come ad esempio il freestyle cioè scrittura libera attraverso dei modelli del graffito oppure il  wild style modo di fare le lettere della sua firma, e ancora il throw up, cioè dei graffiti senza autorizzazione fatti molto rapidamente.

 


7) Kathodik: Credete l’Hip Hop e la sua cultura come possibilità di dire quello che volete/avete bisogno di dire?
Tutti: Dà la possibilità a noi di esprimere quello che sentiamo alla gente sia in forma di lettere che in forma di disegno; in modo che  si dia spazio alla creatività per esprimere quello che pensiamo. Consideriamo questo come obiettivo.

 

8) Kathodik: Come vi vedete voi, come vivete nella quotidianità l’hip hop. Come  lo combinate con la famiglia, i figli?
Graffiti: All’inizio con le nostre famiglie è stato difficile perché non guadagnavamo, chiedevamo soldi e sporcavamo gli indumenti. Col tempo la famiglia ha accettato anche perché i tempi hanno cambiato la mentalità dei nostri genitori.

 

9) Kathodik:Quale scena musicale avete trovato quando avete iniziato? Come vedete questa esplosione dell’hip hop in Brasile?
Rap (Isaac): la cultura hip hop si è molto evoluta nel tempo in Brasile e a Manaus. Cosa positiva perché sensibilizza le persone su diversi temi, però purtroppo ci sono molti rappers che lo fanno solo per soldi, non lottano perché l’obbiettivo principale della cultura hip hop è sempre lottare. Esempio chiarissimo è la contrapposizione tra la rivista Rap Brasil, di movimento e cultura Hip Hop e la rivista Rap News, di tendenza e filoamericana dove il movimento non è valorizzato come cultura ma come merchandising.
Danza: Una scena catastrofica! Ho incominciato  a danzare con quelle odiose basi americane.


 

11) Kathodik: Come vivete la coabitazione graffitisti/B-boys/rap? Avete buoni rapporti con le altre crew? Vi ritenete parte di una crew oppure vi sentite isolati?
Graffiti/Rap: In Brasile sono arrivati prima i B Boy poi il Rap Dj e per ultimi i Graffiti. All’inizio i B Boy hanno iniziato a cantare poi le cose si sono evolute. Stiamo lavorando per unire tutti quanti B Boy, graffitisti, Mc Rap e Dj presenti in Manaus.
Danza: all´inizio ci sentivamo separati anche perché qui a Manaus i 4 elementi non sono arrivati nello stesso momento. Oggi stiamo lavorando per diffondere questa Idea che l´Hip Hop non é solo Rap o solo Graffiti ma è Rap, Graffiti, Dj e B. Boy uniti. L´elemento principale è però il Dj perché senza il Dj non é possibile avere il rapper che canta e il ballerino che danza la Break.
Questa Idea é portata avanti anche grazie al progetto Periferia Ativa.
 

12) Kathodik: Nei vostri testi quali temi trattate oppure quali temi preferite trattare? E quali vorreste maggiormente approfondire?
Tutti: i temi di fratellanza e solidarietá

 

Intervista a Dj Mc Fino
mensagempositiva@bol.com.br


1) Kathodik: Quali artisti hai avuto ed hai tutt’ora come punto di riferimento?
Dj Mc Fino: Bezerra Da Silva, Paulo Dinis, Rap Entista, Caju Castana che sono brasiliani; Dead Of President, Public Enemy, Krs One, Ice T che sono americani etc. etc.

 

2) Kathodik: Cosa cerchi nella musica, specialmente nell’hip hop e nella sua cultura?
Dj MC Fino: Un modo di informazione positiva, un’attitudine.
 

3) Kathodik: Pensi che ci sia una scena nascente in Manaus?
Dj MC Fino: Può essere una delle tendenze che già ci sono. Si è diffuso tanto ma male, ci sono molti che imitano. Essendo un mezzo ormai di informazione non dovrebbe stare in mano a tutte le persone che pensano di fare hip hop
   
  

4) Kathodik: Perché suoni hip hop e non altri generi?
Dj Mc Fino: Hip Hop è la fusione di tanti stili di musica, può essere adattato a qualsiasi lirica etc. etc. anche perché io sono un dj e posso toccare qualsiasi genere di musica
  
  

5) Kathodik: Ritieni l’hip hop che pratichi come solo una forma di intrattenimento o per te è anche e soprattutto qualcosa di più importante? Credi l’hip hop e la sua cultura come possibilità di dire quello che vuoi/hai bisogno di dire?
Dj Mc Fino: Essendo una libertà di espressione devi stare talmente attento che tu potresti parlare di cose errate come le parolacce. Hip Hop è l’arma coltello usato da una persona per accoltellare e rubare qualcuno, questa poi lo butta via e un’altra persona lo prende per utilizzarlo per tagliare la carne e dare da mangiare alla famiglia.
   
  

6) Kathodik: Come ti vedi tu, come vivi nella quotidianità l’hip hop? Come lo combini con la famiglia, i figli?
Dj Mc Fino: All’inizio mia moglie odiava l’hip hop perché quando parlavo con altre persone la escludevo dalla conversazione. Poi sono riuscito a convincerla ed ora lei ha una sua banda. Da quando ha capito che per me viene prima la famiglia e poi l’hip hop, ora è tutto incastrato.
   
  

7) Kathodik: Quale scena musicale hai trovato quando hai iniziato?
 Dj MC Fino: Influenza maggiore la scena qui di Manaus.
  
  

8) Kathodik: Come vedi questa esplosione dell’Hip Hop in Brasile?
Dj MC Fino: Preoccupante perché il bisturi in mano ad un medico può salvare la vita ma in mano ad un bambino può uccidere una vita. Sono stato ragazzo di strada per 17 anni; è stata mia moglie ad alfabetizzarmi.
   
   

9) Kathodik: Come vedi il Projeto Incentivo?
Dj Mc Fino: Dovrebbe essere migliorato su questo punto di vista: sensibilizzare i ragazzi a leggere, a livello educativo stimolare i ragazzi a prendere informazioni anche dalla Bibbia che è la bussola dell’uomo, che mostra il cammino.
 

 


 
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